Misurare tutto?

No, misurare quello che serve e bene.

La prima tentazione che emerge da chi si decide di iniziare un percorso di monitoraggio è quello di monitorare tutto il possibile. E’ una pratica da sconsigliare per diversi motivi.

  1. Installare molti dispositivi di misura porta ad un investimento elevato; a questo punto scatta la ricerca al dispositivo più economico e come conseguenza avremo misuratori poco affidabili. Cercate misuratori affidabili, acquistati da fornitori affidabili e installati da personale qualificato.
  2. Installare molti dispositivi di misura porta ad avere una quantità di dati da gestire molto elevato; il rischio è di perdersi sotto una mole di numeri che forse non sappiamo neanche leggere correttamente.
  3. Rischiamo inoltre di non focalizzarci dove davvero è invece importante misurare, e su quali parametri concentrare la nostra analisi.
  4. C’è una ricetta per definire la quantità di punti di misura? No. E’ necessario conoscere i vostri impianti e il vostro processo di lavoro. Se devo per forza darvi un numero comincerei con 3-7 punti di misura. Scegliete un sistema hardware e software scalabile, che vi permetta di implementare nuovi punti di misura una volta che ne riconosciamo una vera esigenza.
  5. Affidatevi sempre ad un consulente esperto, l’investimento sarà ripagato velocemente con risparmi garantiti… per sapere di più sul risparmio generato da un buon monitoraggio continuate a seguirci

Misurare senza generare interruzioni

Quando dobbiamo metter in atto una campagna di misurazioni elettriche, sia per verificare i consumi, sia per verificare la “bontà” dei diversi parametri (ad esempio il tanto temuto cosfi), è fondamentale non andare ad introdurre interruzioni al lavoro.

Interruzioni che possono essere a livello di produzione per le aziende manifatturiere, ma anche interruzioni del normale orario di lavoro per le aziende di servizi. Queste interruzioni sono alcuni degli gli sprechi (“Muda” nel modello Toyota) che vanno eliminati dal nostro modo di lavorare.

Vi sconsigliamo di accettare proposte di misura in cui sono presenti trasformatori amperometrici (TA) “chiusi” o addirittura dispositivi in cui il carico viene collegato direttamente al dispositivo di misura. Soluzioni di questo tipo comporteranno installazioni a produzione ferma!

Il mondo dei dispositivi di misura è saturo di tante piccole aziende che si sono inventate un hardware dedicato. Spesso queste “invenzioni”, che sono alla resa dei conti poco invenzioni, vi porteranno ad introdurre tempi morti nel lavoro.

La nostra esperienza ci ha portato ad utilizzare solo strumenti affidabili con TA aperti. Vi assicuriamo che la spesa sarà maggiore solo ad una prima analisi e sarà ripagata in efficienza e continuità del servizio.

Si fa tanto parlare di IOT


Se ne stanno appropriando proprio tutti; è un marchio (quello sopra l’ho inventato in cinque secondi per non far torto a nessuno) che ormai troviamo anche dal fruttivendolo. Non lo dico in modo polemico, anzi, secondo me è giusto così!

Credo che il vero significato sia nascosto dietro un desiderio: che tutto sia connesso.

Non vogliamo neanche considerare adesso la questione della sicurezza dei dati, è fin troppo facile parlarne. Che le cose della nostra vita e del nostro lavoro siano in rete ci fa comodo, molto comodo. I tempi per accedere a qualsiasi informazione quasi si azzerano, tutto (o quasi) è controllabile: in filosofia Lean direi che gli sprechi possono essere eliminati e il Valore può emergere.

Nel mondo dell’Energy Management e in generale della gestione aziendale e della produzione, il tema dell’IOT si può sicuramente elevare alla connessione di tutti gli Asset: vettori energetici, parametri ambientali e di produzione, sistemi per la sicurezza e il controllo degli accessi, accessori indossabili e sistemi per la realtà aumentata (l’elenco è infinito).

L’energia è un tema trasversale che coinvolge l’azienda a 360 gradi.

Pian piano vogliamo approfondire tutto questo insieme.